Credo sia doveroso per chi amministra, porre grande attenzione a tutti quei cittadini che fanno più fatica. Le fatiche dei nostri giorni si chiamano casa, lavoro, possibilità di crescere al meglio i propri figli, … A queste si aggiungono le nuove povertà di chi arriva da Paesi lontani con la speranza di costruire qui un futuro migliore.

A tutte queste fatiche ciascun Comune è spesso chiamato a far fronte direttamente con esiguità di risorse e di mezzi, non avendo spesso gli strumenti per operare. Occorre pertanto ragionare insieme per affrontare al meglio tutte queste sfide: enti locali, Regione, parlamentari. Allo stesso tempo occorre non dimenticare tutte le altre possibili figure coinvolte: dall’associazionismo, al mondo cooperativo, al mondo del volontariato, alle imprese (quante imprese medio grandi stanno sperimentando forme di welfare aziendale per i propri dipendenti).

Sussidiarietà a mio modesto parere è infatti una parola chiave: in tempi di esiguità di risorse, occorre far sì che chi opera possa farlo al meglio, occorre evitare i doppioni, occorre far sì che gli enti locali supportino tutte le forme di sostegno presenti sul proprio territorio ed intervengano direttamente solo dove nessuno opera.

Cosa fare dunque? La Politica deve avere la capacità di intervenire sui fenomeni strutturali e per farlo deve legiferare avendo ben chiaro questo obiettivo. Due mi sembrano i provvedimenti che possono, a mio parere, incidere su questo ambito costruendo le condizioni affinchè gli Enti Locali possano meglio operare.

  • Uno di livello nazionale ed è la Riforma del Terzo Settore, l’attuale disegno di legge mira a definire meglio quello che è oggi un mondo fondamentale per il Welfare, ma allo stesso tempo è un mondo molto variegato, frammentato che necessita di alcune regole per meglio identificarsi ed operare.
  • L’altro di carattere regionale ed è il Patto per il Sociale proposto dall’assessore Ferrari: partito con una consultazione dal basso, il Patto per il Sociale prevede quattro ambiti di lavoro:
  • Integrazione socio sanitaria
  • Strategia di contrasto alle diverse forme di povertà
  • Sostegno alle responsabilità genitoriali e famigliari
  • Sportelli di accesso alla rete dei servizi

L’obiettivo è di arrivare ad avere una legge quadro regionale in cui si inseriscano anche le linee guida per l’integrazione dei consorzi socio assistenziali.

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